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Sito vetrina o e-commerce: la domanda giusta

Pubblicato il Lettura: 3 min

« Ci serve un negozio online. » A volte sì. Spesso, quello che vi serve è che le persone vi chiamino, prenotino o chiedano un preventivo, e una vetrina ben fatta lo fa meglio di un negozio riempito a metà. La domanda giusta non è vetrina o negozio, ma: cosa deve fare il visitatore quando arriva sul sito?

Cosa separa davvero i due

Un sito vetrina presenta e convince: spiega cosa fate, mostra il vostro lavoro e porta a un contatto. Un negozio online incassa: mostra prodotti con un prezzo, un carrello, un pagamento, una consegna. La differenza non è nel design, è in ciò che succede dopo il clic.

E questa differenza cambia tutto il progetto: un negozio richiede foto di ogni prodotto, descrizioni, scorte aggiornate, condizioni generali, una logistica e un’IVA ben calcolata. Non è un sito con un pulsante in più, è un negozio aperto giorno e notte.

Quando la vetrina basta, e converte

La vetrina è la scelta giusta quando quello che vendete non entra in un carrello:

  • un servizio su misura, che si quantifica dopo uno scambio: artigiano, studio, agenzia, ufficio tecnico;
  • un appuntamento: terapeuta, salone, laboratorio;
  • un prodotto che si sceglie sul posto, o che si consegna e si installa;
  • un’attività in cui la fiducia passa da una chiamata, non da un modulo di pagamento.

Una vetrina converte quando ogni pagina porta da qualche parte: un numero che si può chiamare con un dito, un modulo breve, una prenotazione. Non converte quando si limita a esistere.

Quando il negozio si impone

  • Vendete prodotti a prezzo fisso, in quantità, a persone che non incontrerete.
  • I vostri clienti comprano la sera, nel weekend, dal divano, e si aspettano di pagare subito.
  • Ricevete già ordini via mail o messaggio, e passate il tempo a reinserirli.
  • Siete pronti a fotografare, descrivere, spedire e gestire i resi.

L’ultimo punto è quello che fa rinunciare, a ragione. Un negozio online vive del suo catalogo: schede senza foto né descrizione non vendono, e i carrelli abbandonati a metà strada sono la maggioranza, non l’eccezione. Baymard Institute, che segue questo dato da anni, lo stima attorno a sette carrelli su dieci.

La via di mezzo che si dimentica

Tra la vetrina e il negozio c’è una terza via, spesso quella giusta per una piccola azienda: una vetrina che prende ordini o acconti senza tutto l’apparato del commercio online.

  • La prenotazione online per un appuntamento, un tavolo, un laboratorio.
  • Il link di pagamento inviato dopo un preventivo accettato.
  • L’ordine semplice: un modulo con qualche opzione, una conferma, il pagamento alla consegna o su fattura.
  • Il catalogo senza carrello: i prodotti, i prezzi e un pulsante per chiedere.

Si mantiene la semplicità della vetrina e si toglie l’attrito dove costa vendite.

Il lavoro in più che comporta un negozio

Se optate per il negozio, mettete in conto ciò che non compare nella bozza:

  • le foto e i testi di ogni prodotto, e il loro aggiornamento;
  • le scorte, le varianti, i prezzi per quantità;
  • l’IVA, le spese di spedizione, le condizioni generali, il diritto di recesso;
  • il servizio clienti: le domande prima dell’acquisto, i resi dopo;
  • i metodi di pagamento svizzeri che i vostri clienti si aspettano.

Conclusione

Vetrina se il visitatore deve chiamarvi, prenotare o chiedere; negozio se deve pagare subito un prodotto a prezzo fisso; via di mezzo se volete incassare senza diventare un magazzino. Ponete la domanda del gesto atteso, e il formato si sceglie da solo.

Domande frequenti

Sì, se ogni pagina porta da qualche parte: un numero che si chiama con un dito, un modulo breve, una prenotazione. È il formato dei servizi e di tutto ciò che si quantifica dopo uno scambio.

Quando vendete prodotti a prezzo fisso, in quantità, a persone che non incontrerete, e siete pronti a fotografare, descrivere, spedire e gestire i resi.

Sì: una vetrina che prende prenotazioni, ordini semplici o acconti tramite link di pagamento, senza scorte né carrello.

Sì, alla creazione e soprattutto dopo: il catalogo, le scorte, l’IVA, le condizioni generali e il servizio clienti sono un lavoro continuo.

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