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Foto e video: cosa cambiano su un sito

Pubblicato il Lettura: 3 min

Due siti, stessa struttura, stessi testi. Sul primo, foto di banca immagini: persone che si stringono la mano, un ufficio che non è il vostro. Sul secondo, il vostro laboratorio, i vostri locali, il vostro team, una mattina qualsiasi. Il secondo ispira fiducia prima che si sia letta una riga. È questo che cambiano la foto e il video: non la bellezza del sito, la sua credibilità.

Perché la banca immagini si nota

Tutti hanno imparato a riconoscere queste immagini: troppo pulite, troppo lisce, le stesse da un sito all’altro. Non mentono davvero, ma non dicono nulla, e il visitatore lo sente. Peggio, possono ritorcersi contro di voi: il cliente che arriva da voi e non riconosce i locali, il candidato che cerca il team della foto.

Una vera foto, anche imperfetta, dice una cosa che la banca immagini non potrà mai dire: esiste, è qui, sono loro.

La foto: cosa deve mostrare

Niente messa in scena, realtà ben inquadrata. Ciò che rassicura un cliente che non vi conosce:

  • I luoghi: la vetrina, l’ingresso, l’interno. Saprà dove va.
  • Le persone: quelle che avrà al telefono o di fronte. Un ritratto semplice, alla luce del giorno, vale più di uno studio.
  • Il lavoro: le mani, l’attrezzo, il gesto, il risultato. È ciò che compra.
  • I prodotti: su fondo neutro per il catalogo, in situazione per far venire voglia.

Una giornata di riprese ben preparata dà di che alimentare un sito e mesi di pubblicazioni. La preparazione conta più dell’attrezzatura: un elenco di ciò che si vuole mostrare, i luoghi in ordine, le persone avvisate.

Il video: breve, muto, utile

Su un sito, il video non è un film aziendale. È un’inquadratura di pochi secondi che gira in loop, senza audio, e che mostra ciò che una foto congela: il gesto, il movimento, l’atmosfera. Un laboratorio al lavoro, una macchina che gira, una strada vista dall’alto.

Deve restare breve, caricarsi in fretta e non partire mai con l’audio. Il visitatore che lo guarda in treno ve ne sarà grato. Se avete un vero film da mostrare, ospitatelo su una piattaforma e integratelo: il sito non deve portare quel peso.

La trappola: una bella immagine che rallenta tutto

La foto che esce dalla macchina pesa diversi megabyte. Messa così com’è su una pagina, la rallenta, e un sito lento si paga due volte: in visitatori che se ne vanno e in SEO, perché Google misura la velocità di visualizzazione dell’elemento visibile più grande e ne tiene conto.

  • Ridimensionare ogni immagine alla dimensione in cui sarà mostrata, non di più.
  • Convertirla in un formato moderno, più leggero a parità di qualità.
  • Caricare solo le immagini visibili, le altre allo scorrimento.
  • Per il video, pochi secondi, compressi, e un’immagine fissa in attesa che parta.

È un lavoro tecnico, invisibile, ed è ciò che fa sì che un sito pieno di immagini resti veloce.

I diritti, prima di pubblicare

Due punti da regolare nero su bianco prima che un’immagine vada online. Il diritto di usare le foto: chi le ha scattate, per quali usi, per quanto tempo. E il diritto all’immagine delle persone che compaiono: un accordo scritto, anche semplice, per ogni collaboratore e ogni cliente visibile. Una foto ritirata sotto costrizione costa sempre più dell’accordo chiesto all’inizio.

Conclusione

La foto e il video non rendono un sito più bello, lo rendono vero. Mostrate i luoghi, le persone e il lavoro; tenete il video breve e muto; alleggerite tutto prima di pubblicare; regolate i diritti. Il resto è testo, e il testo si legge meglio quando si crede a ciò che si vede.

Domande frequenti

Perché si riconoscono al primo sguardo, non dicono nulla di voi, e possono ritorcersi contro di voi quando il cliente arriva e non riconosce niente.

I luoghi, le persone che il cliente avrà di fronte, il lavoro in corso e i prodotti. Realtà, ben inquadrata, alla luce del giorno.

Un video pesante, sì. Un loop di pochi secondi, compresso, muto, con un’immagine fissa in attesa, no. Un vero film si ospita altrove e si integra.

Sì, un accordo scritto, anche semplice, per ogni collaboratore e ogni cliente visibile, prima della messa online.

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